studente: Alessandro Zanarini

COMMITTENTE:  H.U.D.C.O (housing e development corporation).
ANNO: 1986.
TEMPI DI REALIZZAZIONE: progetto non costruito.
LOCALIZZAZIONE: Jodhpur, Rajasthan, India.
ZONA CLIMATICA: arida desertica.
TIPOLOGIA DI INTERVENTO: ampliamento di un quartiere residenziale economico popolare a media densità.
SCALA DELL’INTERVENTO: complesso di 176 abitazioni.
TIPOLOGIE ABITATIVE: due tipologie a corte destinate a classi sociali differenti.
TECNOLOGIE COSTRUTTIVE: unità abitative con struttura portante,solai e partizioni realizzati in lastre di pietra.
MATERIALI IMPIEGATI: pietra “Sandstone” di produzione locale per le murature e legno per i serramenti.

Le tipologie residenziali previste sono due, che si vanno ad aggiungere ad altrettante (di cui Correa non si occupa). Destinate a due classi sociali distinte, per entrambe disegna uno spazio costruito attorno ad una corte principale, con tutti gli spazi rivolti ad essa e caratterizzate da un assoluta chiusura verso l’esterno; corte che per quanto riguarda la tipologia più semplice funge anche da collegamento principale con l’esterno  assumendo cosi un carattere polivalente. Nella tipologia destinata alle classi più abbienti, l’aumento di metratura non è eccessivo, ma crea una spazialità più complessa, osservando la quale salta agli occhi la presenza di una corte secondaria racchiusa dai muri di cinta. Questa ha una funzione di posteggio auto e ingresso all’abitazione, dando cosi alla corte principale più autonomia e un carattere assolutamente privato. Dal punto di vista compositivo Correa assume come modulo un quadrato di lato 3 metri (che ben si sposa con la pezzatura delle lastre di pietra) sulla base del quale disegna le due abitazioni a un piano ciascuna. Passa poi a creare alcuni tipi di aggregazione base di ogni tipologia, variando il numero di alloggi per ogni lotto. Una volta definito un “abaco” di lotti tipo entra con questi nell’ambito urbano, componendoli in modi diversi per creare una gerarchia di spazi aperti (da quelli più privati a quelli per l’intera comunità) il sistema di strade e gli spazi verdi. Così il quadrato di base scelto probabilmente per esigenze tecnologiche, economiche e climatiche, viene via via aggregato in organismi maggiori arrivando a disegnare tutto il progetto nella sua complessità; dall’abitazione alla scala urbana.



Bibliografia:

  • Hassan-Huddin, Khan. (1987). “Charles Correa architect in India”, Mimar book, Butterworth architecture.
  • Sen Poovaiah, Ajanta. “Charles Correa’s poetry in concrete”
  • Correa, Charles. (1989). “Introduction”,The new Landscape, London Butterworth architecture.
  • Correa, Charles. (1985) “The new Landscape, Architecture in development”, Mimar 17, Concept Media Ltd
  • Correa, Charles. (1983). “Urban housing in the Third World: the role of the architect” , Renata Holod, Darl Rastorfer.
  • Correa, Charles. (1988) “The Architecture of India”, Mimar 27, Concept Media Ltd
  • Frampton, Kenneth. (1987). “The fate of the man and architecture in the east”, Mimar 26, Concept media Ltd.
  • Fraschetti, Valeria. (2009) “Jodhpur annega nel deserto”, La Stampa ,Italia.
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studente: Andrea Leoni

Gli alloggi per il personale di servizio dell’ambasciata di Francia a Nuova Delhi  vennero studiati secondo i principi delle abitazioni economiche. Ciascuna unità varia da 60 a 70 metri quadrati. Comprende due camere, un bagno, uno spazio wc, una veranda, una cucina e una corte privata o un tetto-terrazza. L’utilizzo di alcuni elementi caratteristici dell’architettura vernacolare, tipici della cultura indiana, come il tetto – terrazza, la stanza con gli scaffali alle pareti, non è semplicemente un gesto estetico, ma l’espressione dello stile di vita locale.

QUARTIERE: Chanakyapuri

ZONA CLIMATICA: clima semi-arido con elevate escursione termica tra estate e inverno; l’estate è la stagione dei monsoni, mentre l’inverno è caratterizzato da un alto tasso di umidità.

OGGETTO: edificio costituito da 8 appartamenti per I lavoratori dell’Ambasciata francese a New Delhi

DENSITA’: l’intervento è di piccolo dimensioni e situato all’interno di un lotto a bassa densità, in cui emerge la figura istituzionale dell’ambasciata; gli appartamenti sono distribuiti su tre livelli e ciascuna unità varia dai 60 ai 70 mq.

COMPOSIZIONE ALLOGGI: ogni appartamento è costituito da uno spazio aperto più pubblico attorno al quale è organizzata ogni residenza (nel caso degli alloggi al piano terreno, si tratta di un patio, mentre ai livelli superiori parliamo di tetti-terrazza); lo spazio più privato è composto da:

– una veranda
– cucina
– bagno e sala da bagno (da ricordare come, in Francia, nel bagno sono collocati lavello e vasca, mentre i sanitari, wc e bidet, sono in un locale a parte)
– due camere da letto

TECNOLOGIA COSTRUTTIVA: struttura con tecnologia ad umido che si basa su un telaio in calcestruzzo ricoperto di mattoni.

MATERIALI: oltre alla struttura portante in cemento armato, che è utilizzato anche come decorazione per sottolineare e distinguere i diversi livelli, gli unici elementi impiegati per il rivestimento sono i mattoni grezzi (materiale locale a basso costo visto il budget molto limitato). Il legno è utilizzato negli infissi ed in alcuni elementi di separazione tra zone pubbliche e private.

BIBLIOGRAFIA
– Raj Rewal, Architecture climatique, Electa Moniteur
– Raj Rewal, Mimar, 1992
– Franco Angeli, Storia urbana, no. 108, 2005
– TouringClub Delhi
– Lucy Peck, Delhi – A thousand years of building, Intach, 2005
– Abitare (Milan), Vol. 219, November 1983
– Abitare (Milan), Vol. 463, Luglio-Agosto 2006
– Abitare (Milan), Vol. 308,
– Architecture (Sept. 1984). USA
– Architecture and Urbanism, Tokyo. No. 148 January 1983
– Architecture d’Aujourd’hui (Paris) October 1979
– Techniques et Architecture (Paris), no. 345, no. 361
– Techniques et Architecture (Paris), no. 361
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