studente: Francesca Sasso

Esteso su quasi 100 ettari di terreno conta una densità abitativa elevatissima: 6500 posti per un totale finale di 65000 abitanti ; popolazione composta per un buon 65% da famiglie a bassissimo reddito (EWS). Sono quest’ultime che innalzano a livelli per noi impensabili la densità dell’insediamento,10 persone per ogni 35mq di lotto,in ogni caso nulla a confronto degli slum indiani. E’ principalmente per loro che Doshi progetta Aranya.

L’idea iniziale prende forma attraverso una precisa sequenzialità che parte da un attento studio del contesto dove Indore è perennemente sullo sfondo; immagine di un problema che deve trovare soluzione. Lo studio della densità, dell’uso-suolo e persino della popolazione hanno permesso a Doshi di fornire risposte chiare e mirate in cui la “sfera umana” prende fondamentale importanza; non solo quindi un progetto materialmente funzionale ma anche socialmente qualificato: la parola d’ordine è “SELF-HELP”.

ANNO: 1984 – 1986
COMMITTENTE:Jaipur Development Authority
LOCALITA’:Jaipur – New Town, Rajasthan
CLIMA: tropicale caldo secco con temperatura media 25/27,5° C
VENTI DOMINANTI: direzione nord-ovest
AREA DELL’INTERVENTO: 175,48 Ha
NUMERO DI ABITANTI PREVISTI:26000 nell’area esterna – 74000 nell’area interna – totale 100000
CATEGORIE SOCIALI PREVISTE:5
INDICE DI EDIFICABILITA’: 1,5 floor/area
EDIFICATO: Group housing: 50% – Plotted development: 50%
BIBLIOGRAFIA
William J.R. Curtis, Aranya Low-cost housing, J.R.Curtis. Architettura, “Abitare”, n.463, luglio-agosto 2006, pp.96-101
Laylun Ekran, Aranya Low-cost housing, “Technical Review”, 1995,
Aranya: an Approach to settlement Design, Vastu Shilpa Foundation 1990
Vastu Shilpa Foundation,“Aranyar township,Indore”, ”Mimar”, n.28,giugno 1988, pp.24-29

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studente: Federica Briccolani


Il Tara Group Housing è un progetto destinato ad una utenza di ceto medio nel  sobborgo Nehru Centre a Delhi, completato nel 1978 e commissionato dalla Tara Co-operating Society; si tratta di una costruzione low rise high-density, con più di 160 unità abitative e 525 persone per ettaro. Il Tara presenta un carattere introverso, la cui vita si svolge soprattutto nello spazio centrale e lascia ai giardini esterni il compito di proteggere l’intervento dal traffico, in particolar modo sul lato a sud – est. Gli edifici sono costruiti in cemento armato e tamponamenti in mattoni; questi stessi materiali che compongono i prospetti rivelano quindi la struttura e operano come elementi unificatori. Ogni unità ha uno spazio all’aperto di uso esclusivo che ha superficie di 10 mq; questo spazio può essere sia giardino per le abitazioni a piano terra, sia terrazza per le unità al livello superiore.

Architetto: C.M. Correa. Desing team: C.J. Athaide, N.R. Mazmundar. Architetti associati, Jasbir Sawhney.
Cliente: Tara Housing Society.
Anno: 1975 – 1978
Sito: 3,7 acri vicino Nehru Centre, Delhi.
Programma: centro abitativo per middle-class, 160 unità di 2 e 3 camere da letto.

Sistema strutturale: cemento armato, pareti in mattoni.

Materiali predominanti: cemento, mattone.
Consulenti: Mahendra Raj, strutture; Kanward Kristen, sistemi elettrici, S.G. Deolalika, servizi igenico-sanitari; Ravindra Bahn, paesaggio.
Costo: 1,48 milioni di $.

BIBLIOGRAFIA

Libri:

  • “Charles Correa”, Charles Correa with an essay by Kenneth Frampton. – London : Thames and Hudson, 1996.
  • “Charles Correa : architect in India”, Hasan-Uddin Khan with essay by Sherban Cantacuzino and Charles Correa, a Mimar book, Singapore, 1989.

Riviste:

  • “Report from India: Current work of Correa” by H. Smith
    Architectural Record, New York, v. 168 n. 1 (lug. 1980) p. 88-99
  • “Open the Box” by Jim Murphy
    Progressive Architecture, New York – vol.63 n. 10 (Ott), pp. 100-104
  • “Charles Correa: Inspirations Indiennes”
    Techniques & Architecture, Paris, n. 361 (aug. – sett. 1985), pp. 106-117;

    studente: Lea Manzi

    Lo Zakir Hussain Co-operative Housing è un complesso di edifici costituito da 210 unità di appartamenti per i membri dell’omonima società, la maggioranza dei quali musulmani.
    Il complesso è stato iniziato nel 1979 ma completato solo nel 1984, ed è stato un ottimo terreno di prova per i concetti perfezionati in seguito in altri edifici ad alta densità come per esempio gli alloggi per l’Asian Game Village.

    ZONA CLIMATICA: clima semiarido, con elevata escursione termica tra estate e inverno, caratterizzato dalle stagioni del monsoni nei mesi estivi e temperature con una media annua di 25°, mentre i  mesi invernali sono caratterizzati da un alto tasso di umidità.

    OGGETTO: complesso di 210 unità abitative, costituito da diverse tipologie abitative ad alta densità e da appartamenti di più ampie dimensioni contenuti all’interno delle torri. L’impianto occupa un lotto delimitato da strade carrabili ed è confinante con il quartiere Village Sarai Julliana.

    DENSITA’: 210 abitazioni distribuite tenendo conto dei seguenti dati:

    Superficie  di intervento 10198 m² ~ 1,02 ha
    Superficie  edificata 1794 m² ~ 0,18 ha
    Superficie  a parcheggi 960 m² ~ 0,09 ha
    Aree verdi  1020 m² ~ 0,1 ha

    ORIENTAMENTO: direzione prevalente accessi Nord-Sud per le tipologie a 3 piani ed anche Est-Ovest per le torri orientamento edifici Nord-Sud (ortogonale rispetto alla direzione prevalente dell’impianto)

    COMPOSIZIONE ALLOGGI: sono presenti 4 tipologie principali con numerose variazioni, accorpate tra loro e collocate simmetricamente rispetto ai due assi principali ortogonali.

    La tipologia studiata (A) si sviluppa su 8 piani e si compone dei seguenti ambienti:

    –       Ingresso
    –       Soggiorno
    –       Spazio polivalente
    –       Veranda
    –       Cucina
    –       Terrazzo
    –       Ambiente di servizio
    –       3 Camere da letto
    –       2 o 3 bagni
    –       Ripostiglio

    Ogni piano ospita 4 alloggi, ad eccezione del piano terra che è adibito a parcheggio.
    Gli accessi ai vani avvengono attraverso lo spazio centrale di distribuzione che accoglie anche il vano scale ed il vano ascensori.

    TECNOLOGIA COSTRUTTIVA: struttura portante costituita da travi e pilastri in cemento armato con tamponameto in blocchi prefabbricati.

    MATERIALI IMPIEGATI:  rivestimento superficiale in intonaco e finitura a grezzo, colorazione bianca per la parte strutturale messa in evidenza in facciata, colorazione più scura per il tamponamento.

    BIBLIOGRAFIA
    – Raj Rewal, Architecture climatique, Electa Moniteur
    – Raj Rewal, Mimar, 1992
    – Franco Angeli, Storia urbana, no. 108, 2005
    – TouringClub Delhi
    – Lucy Peck, Delhi – A thousand years of building, Intach, 2005
    – Abitare (Milan), Vol. 219, November 1983
    – Abitare (Milan), Vol. 463, Luglio-Agosto 2006
    – Abitare (Milan), Vol. 308,
    – Architecture (Sept. 1984). USA
    – Architecture and Urbanism, Tokyo. No. 148 January 1983
    – Architecture d’Aujourd’hui (Paris) October 1979
    – Techniques et Architecture (Paris), no. 345, no. 361
    – Techniques et Architecture (Paris), no. 361

    studente: Chiara Zavatta

    Lo Sheikh Sarai Complex è la prima sperimentazione compiuta da Raj Rewal sul tema di social housing applicato ad un sito di così ampia scala. Si inserisce in un contesto marcato dall’assenza di elementi simbolici carattezanti il sito, poiché periferico rispetto al centro di New Delhi.
    Tale intervento conosce sviluppo a partire dal 1970. In questo caso Rewal lavora nell’area di espansione sud della città, realizzando un complesso che consta di 550 appartamenti e che troverà il suo compimento solo nel 1982.
    Promosso dalla DDA (autorità di sviluppo di Delhi) lo Sheikh Sarai è strutturato secondo le norme vigenti che mirano all’autofinanziamento degli alloggi residenziali oltre che al rispetto di standard tecnici prefissati.
    Dal punto di vista progettuale, l’organizzazione dei blocchi costituenti la composizione, trova connessioni con le realtà storiche delle città del Rajastan e dell’Udaipur, che hanno caratterizzato il tessuto urbano dell’India e che si distinguono per la densità dell’abitato e per lo stretto rapporto tra spazi aperti e chiusi.

    LOCALIZZAZIONE: periferica (a sud della città), Latitudine 28°32’15’’, Longitudine 77°13’20’’

    ZONA CLIMATICA: clima semiarido, con elevata escursione termica tra estate e inverno, caratterizzato dalle stagioni del monsoni nei mesi estivi e temperature con una media annua di 25°

    OGGETTO: complesso di 550 appartamenti residenziali, su lotto cinto da strade carrabili di collegamento e confinante con il quartiere residenziale Chirag Delhi e gli impianti pubblici del Nighborurhard Park e del Sheikh Sarai Commercial Centre.

    DENSITA’: 100 abitazioni/ha distribuite tenendo conto dei seguenti dati:

    Superficie  di intervento 38195 m² ~ 3,82 ha
    Superficie  edificata 12740 m² ~ 1,2 ha
    Superficie  a parcheggi 6622 m² ~ 0,66 ha
    Aree verdi  3931 m² ~ 0,39 ha

    ORIENTAMENTO: direzione prevalente accessi Nordest_Subovest
    orientamento edifici Nordovest_Sudest (ortogonale rispetto alla direzione prevalente)

    COMPOSIZIONE ALLOGGI: sono presenti 6 tipologie, accorpate specchiando i blocchi lungo i 2assi prevalenti.

    La tipologia principale (B2) si sviluppa su 4piani e si compone dei seguenti ambienti:
    – zona giorno, con affaccio su 2 fronti
    – spazi di servizio e cucina
    – zona notte
    – terrazzi

    Ogni piano ospita 1 alloggio, fatta eccezione per gli ultimi due piani di pertinenza di un solo alloggio.
    Gli accessi ai vani avvengono all’interno degli spazi cortilizi attraverso un sistema di risalita comune.

    TECNOLOGIA COSTRUTTIVA: struttura portante di travi e pilastri in cemento armato con tamponameto in mattoni

    MATERIALI IMPIEGATI: – rivestimento superficiale in intonaco con polvere di ardesia, finitura a grezzo, colorazione bianca

    –       infissi in legno di colorazione bianca
    –       pavimentazione esterna in blocchi di pietra locale


    BIBLIOGRAFIA
    – Raj Rewal, Architecture climatique, Electa Moniteur
    – Raj Rewal, Mimar, 1992
    – Franco Angeli, Storia urbana, no. 108, 2005
    – TouringClub Delhi
    – Lucy Peck, Delhi – A thousand years of building, Intach, 2005
    – Abitare (Milan), Vol. 219, November 1983
    – Abitare (Milan), Vol. 463, Luglio-Agosto 2006
    – Abitare (Milan), Vol. 308,
    – Architecture (Sept. 1984). USA
    – Architecture and Urbanism, Tokyo. No. 148 January 1983
    – Architecture d’Aujourd’hui (Paris) October 1979
    – Techniques et Architecture (Paris), no. 345, no. 361
    – Techniques et Architecture (Paris), no. 361
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