studente: Michael Nori

Nel 1984 l’Associated Cement Company, il primo fornitore indiano di cemento e calcestruzzo, commissiona a Charles Correa due progetti, in due lotti distinti, da incorporare a un quartiere esistente (ACC colony), per i propri operai vicino all’industria stessa.
Le nuove unità progettate dall’architetto indiano sono posizionate lungo il perimetro dei siti, lasciando all’interno ampi cortili e spazi aperti comuni.
In entrambi i casi c’è una progressione dall’esterno all’interno del sito: dall’accesso pubblico allo spazio interno privato della casa stessa, a un semiprivato patio o giardino, al largo spazio centrale comune, facendo si che il rapporto superficie edificata/aree verdi sia quasi di uno a uno.

LUOGO: Wadi, distretto di Gulbarga, a Nord dello stato del Karnataka (India)

LOCALIZZAZIONE: quartiere ACC (a nord-ovest, viciono alla fabbrica di cemento dell’ACC), Latitudine 17° 4′ 0″ Nord, Longitudine 76° 59′ -1″ Est

ZONA CLIMATICA: clima asciutto e salubre, caratterizzato dalla stagione del monsoni nei mesi estivi e temperature con una media annua dai 26° ai 30; la media delle precipitazioni è di 750 mm annui

OGGETTO: due interventi posizionati lungo il perimetro di due lotti diversi; la prima tipologia conta 368 appartamenti, la seconda 48 case a corte

DENSITA’:

Superficie  di intervento 46.053 ~ 4,61 ha, 10.182 ~ 1,02 ha
Superficie  edificata 17.664 m² ~ 1,77 ha, 2.860 m² ~ 0,29 ha
Aree verdi  12.268 m² ~ 1,26 ha, 2.475 m² ~ 0,25 ha

ORIENTAMENTO: l’accesso principale alle due aree è situato rispettivamente a Nord-Ovest e Sud-Ovest, ma le singole unità cambiano orientamento assumendo diverse direzioni nella composizione generale

COMPOSIZIONE ALLOGGI: sono presenti 2 tipologie di appartamenti nel complesso “B”, e una tipologia di case a schiera nel complesso ”J”

Gli appartamenti sono composti da:

– soggiorno,
– spazi di servizio e cucina
– camera da letto
– giardino o terrazzi ai piani superiori

Le case a schiera sono composte da:

– soggiorno,
– spazi di servizio e cucina
– camera da letto
– corti e giardino
-ulteriore camera da letto al primo piano e un terrazzo “barsati”

MATERIALI E TECNOLOGIE COSTRUTTIVE: struttura portante in cemento armato

BIBLIOGRAFIA:

-J. MURPHY, Open the box: international housing, India, in Progressive Architecture vol. 63 no. 10 (Oct. 1982) pp. 100-104
-C. CORREA, The new landscape, in Mimar no. 17 (July-Sept. 1985) pp. 34-40
-P. DAVEY, Correa courts: Housing, Bombay, India, in The Architectural Review vol. 178 no. 1064 (Oct. 1985) pp. 32-35
-Cellular housing scheme expansible from court to city, in Architecture vol. 75 no. 9 (Sept. 1986) pp. 84-85
-HASAN-UDDIN KHAN, Charles Correa, architect in India, Butterworth Architecture, 1987
-Charles Correa, in Techniques et architecture no. 388 (Mar. 1990) p. 12
-C. CORREA,  Il pubblico, il privato e il sacro, in Spazio e societa v. 15 no. 60 (Oct.-Dec. 1992) pp. 100-113
-G. BHATIA, Charles Correa, in A + U vol. 94 no. 1(280) (Jan. 1994) p. 77
-KENNETH FRAMPTON, Charles Correa, Thames and Hudson, Londra 1996
-M. V.CAPITANUCCI, Charles Correa, in Abitare no. 463 (July-Aug. 2006) pp. 102-107

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Participatory Design and Appropriate Technology  for Post-Disaster Reconstruction
July 15-20, 2010, Ahmedabad INDIA


Call for Papers
The 5th i–REC conference and workshop is being organized by the Center for
Environmental Planning and Technology University (CEPT), Ahmedabad, India on
July 15-20th 2010.

You are invited to submit abstracts now for papers exploring the conference
themes: Participatory design, Post disaster reconstruction, Role of local
knowledge and issues of heritage during post disaster reconstruction. Abstracts
of not more than 300 words must be submitted by 15th December, 2009.

 

Bibliografia

2009/11/26

Testi a carattere generale

E. Griffini, La costruzione razionale della casa, 1932

K. Teige, The minimum dwelling, ed. or. Praga 1932 – MIT, 2002

Il Manuale dell’Architetto, Edizioni CNR, 1946

I. Diotallevi, Franco Marescotti, Il problema sociale, costruttivo ed economico dell’abitazione, Ed. Poligono, Milano, 1948 – Ristampato a cura di M. Casciato con scritti di F. Marescotti, G. Ciucci, M. Casciato, Roma, Officina, 1984

L. Benevolo, L’Architettura delle città nell’Italia contemporanea, Laterza, Bari 1968

C. Alexander, Houses Generated by Patterns, Center of Environmental Structure, Berkley 1970

C. Aymonino, L’abitazione razionale. Atti dei congressi CIAM 1929-1930, Marsilio Ed., Venezia 1971

G. Samonà, La casa popolare degli anni ’30, Marsilio Ed., Venezia 1973

L. Cosenza, Storia dell’abitazione, Vangelista 1974

G. Grassi, Das Neue Frankfurt 1926-1931, Editore Dedalo, Bari, 1975

M. Baffa Rivolta, A. Rossari (a cura di), Alexander Klein. Lo studio delle piante e la progettazione degli spazi negli alloggi minimi : scritti e progetti dal 1906 al 1957, Mazzotta, Milano 1975

Le Corbusier, La casa. La maison des Hommes. La distanza di Le Corbusier. Alfani A., Canestrari M., Samonà A.,Officina, Roma 1987

E. E. Viollet-le-Duc, Histoire d’une Maison, Mardaga 1978 – Infolio, Suisse, 2008

F. Dal Co, Abitare nel Moderno, Laterza, Roma-Bari 1982

B. Taut, Costruire. La nuova edilizia abitativa, Zanichelli ed., Bologna 1983

F. Raggi, F. Trabucco (a cura di), Le case della Triennale, Electa, Milano 1983

C. Norberg-Schulz, L’abitare. L’insediamento, lo spazio urbano, la casa, Electa, Milano 1984

L. Benevolo, La casa dell’uomo, Laterza, Bari-Roma 1985

A. Cornoldi, L’architettura della casa, Officina, Roma 1988

L’idea di abitare, (Scritti di S. Angel. S. Benjamin, M. Born, G. Cinà, G. De Carlo, T. Gibson, R. Guiducci, P. Hall, F. Hundertwasser, I. Illich, F. La Cecla, B. Richardson, P. Righetti, J. Turner e C. Ward.) Eleuthera, Milano 1989

G. Belli, V. Gregotti, G. Marzari, Adalberto Libera: opera completa, Electa, Milano 1989

J. Rykwert, La casa di Adamo in Paradiso, Adelphi, Milano 1991

G. Denti, S. Peirone, Adolf Loos uno spirito sociale: gli studi sul/e abitazioni operaie, Alinea, Firenze 1993

A. Cornoldi, Architettura dei luoghi domestici, Jaca Book, Milano 1994

A. y P. Smithson, Cambiando el arte de habitar, Editorial Gustavo Gili, Barcelona 2001

S. Boeri, Milano: cronache dell’abitare / Multiplicity.lab. , B. Mondadori, Milano 2007

B. Miller Lane, Housing and dwelling. Perspective in modern domestic architecture, Routledge, NY 2007

Edilizia Sociale in Europa. Social housing in europe – Premio Ugo Rivolta 2007, RCS Segesta, Milano 2008.

F. Garofalo, L’Italia cerca casa. Progetti per abitare e riabitare le città, Electa, Milano 2008

Casa per tutti. Abitare la città globale, Mondadori Electa, Milano 2008

B. Borlini, F. Memo, Il quartiere nella città contemporanea, Bruno Mondadori editore, Milano 2008

 

Italia – edilizia residenziale pubblica

G. Astengo, Nuovi quartieri in Italia, in “Urbanistica”, n. 7, 1951

A. Libera, La scala del quartiere residenziale, in “Esperienze urbanistiche in Italia”, INU, Roma 1952

G. Samonà, Il problema sociale dei quartieri popolari nella Città, in “Edilizia Popolare”, n. 2, 1955

G. Ponti, Nelle architetture dette popolari fantasia come in antico, in “Domus”, n. 314, 1956

L. Quaroni, Città e quartiere nella attuale fase critica di cultura, in “La Casa”, n. 3, 1956

B. Zevi, Quartieri coordinati in città disarticolate, in “L’Architettura”, n. 9, 1956

G. Romita, La città, il quartiere, la casa, Ministero dei LL.PP., Roma 1956

L. Quaroni, La politica del quartiere, in “Urbanistica”, n. 22, 1957

G. Michelucci et. al., Sorgane, in “Edilizia Popolare”, n. 16, 1957

I. Insolera, Lo spazio sociale della periferia urbana, in “Centro sociale”, n. 30-31, 1960

L. Benevolo, La progettazione dei quartieri INA-casa, in “Centro sociale”, n. 30-31, 1960

L. Beretta Anguissola, I 14 anni del Piano INA-casa, Staderini Editore, Roma 1963

G. Astengo, Documentazione sull’applicazione della 167: Alessandria, Novara, Novate Milanese, Gorganzola, Trieste, Padova, Rovigo, La Spezia, Savona, Piacenza, Arezzo, Prato, Pistoia, Pisa, Perugia, Taranto, in “Urbanistica” n. 41, 1964

AA.VV., La situazione della casa in Italia, Franco Angeli, Milano 1976

A. Acocella, INA-CASA: note sull’edilizia residenziale pubblica in Italia, Teorema Edizioni, Firenze 1978

A. Acocella, L’Edilizia residenziale pubblica in Italia dal 1945 ad oggi, CEDAM, Padova 1980

A. Acocella, Complessi residenziali nell’Italia degli anni ’70, Alinea, Firenze 1981

Il progetto domestico. La casa dell’uomo: archetipi e prototipi, a cura di G. Teyssot, Electa, XVII Triennale di Milano, Milano 1986, 2 voll.

Self sufficient housing, 1st AAC, Actar, Barcelona 2006.

J. Mozas, A. Fernández Per, Densidad Density. Nueva vivienda colectiva, a+t ediciones, Vitoria-Gasteiz 2006

J. M. de Lapuerta, Manual de vivienda colectiva, Actar, Barcelona 2007

A. Fernández Per, J. Arpa, Density projects, Vitoria-Gasteiz 2008

A. Fernández Per, J. Mozas, J. Arpa, Density Housing Construction & Costs, a+t ediciones, Vitoria-Gasteiz 2009

A. Fernández Per, J. Mozas, J. Arpa, DBOOK. Density, Data, Diagrams, Dwellings, a+t ediciones, Vitoria-Gasteiz, 2007.

Association Peripheriques – 36 modèles pour une maison. Catalogo della mostra Arc en Rêve.Edtion peripheriques, Parigi 1997

 

World Housing

B. Rudofsky, Architecture Without Architects: A Short Introduction to Non-Pedigreed Architecture, 1964

Attilio Petruccioli, Ludovico Micara a cura di, Architettura città territorio nei paesi emergenti: Asia, Africa, Kappa, Roma 1979

Antonio Monroy, Gianni Berengo Gardin, L’India dei villaggi, Edizioni Fotoselex, 1980

Lotus International n°34, 1982 (numero monografico sull’India)

Paul Oliver, The house across the world, Texas Press University, 1987

P. Oliver, Dwellings. The house across the Word, Phaidon, GB, 1987

J. Steele, Hassan Fathy, Academy Editions, London 1988

J. Steele, An Architecture for People. The complete works of Hassan Fathy, Thames and Hudson, London 1997

Vastu Shilpa Foundation (a cura di), Jethrabai-ni-pol, Ahmedabad 1997

G. Ferraro, Rieducazione alla speranza. Patrick Geddes Planner in India, 1914-1924, Jaca Book, Milano 1998

K. & M. Jain, Architecture of the Indian Desert, AADI Centre, Ahmedabad, 2000

P. Oliver, Dwellings. The Vernacular House World Wide, Phaidon, GB, 2003

M. Andres, Habitar La Cubierta. Dwelling On The Roof, Editorial Gustavo Gili, Barcelona 2005

Design Like You Give a Damn: Architectural Responses to Humanitarian Crises by Architecture for Humanity, Kate Stohr, and Cameron Sinclair, 2006

V.S. Pramar, Social history of indian architecture, Oxford University Press, 2005

Un Techo Para Vivir. Tecnologías Para Viviendas De Producción Social En América Latina, Ediciones UPC, Barcelona 2007.

Architekturzentrum Wien, The Getty Research Institute a cura di, Lessons from Bernard Rudofsky: Life as a Voyage, Birkäuser, Basel 2007

J. Prouvé, La Maison tropicale, Centre Pompidou, Paris 2009

 

Selezione riviste

AA.VV., Lotus International 8,9,44,60,77,94. Electa, Milano

AA.VV., Parametro n. 3-4, 1970 (numero monografico dedicato al problema della casa in Italia e alle forme di intervento pubblico del dopoguerra)

AA.VV., “Casabella”, n. 439, 1978 (numero monografico dedicato al rapporto fra razionalizzazione e qualità edilizia)

AA.VV., “Casabella”, n. 437, 1978 (numero monografico dedicato all’edilizia residenziale pubblica)

AA.VV., “Casabella”, n. 432, 1978 (numero monografico dedicato all’abitazione e all’assetto urbano)

A. Aymonino , La ricerca contemporanea nell’abitazione, Lotus International n° 97, 1997

AA.VV. “Casabella”, n. 459, 1980 (numero monografico dedicato all’abitazione fra norme e progetto)

studente: Lea Manzi

Lo Zakir Hussain Co-operative Housing è un complesso di edifici costituito da 210 unità di appartamenti per i membri dell’omonima società, la maggioranza dei quali musulmani.
Il complesso è stato iniziato nel 1979 ma completato solo nel 1984, ed è stato un ottimo terreno di prova per i concetti perfezionati in seguito in altri edifici ad alta densità come per esempio gli alloggi per l’Asian Game Village.

ZONA CLIMATICA: clima semiarido, con elevata escursione termica tra estate e inverno, caratterizzato dalle stagioni del monsoni nei mesi estivi e temperature con una media annua di 25°, mentre i  mesi invernali sono caratterizzati da un alto tasso di umidità.

OGGETTO: complesso di 210 unità abitative, costituito da diverse tipologie abitative ad alta densità e da appartamenti di più ampie dimensioni contenuti all’interno delle torri. L’impianto occupa un lotto delimitato da strade carrabili ed è confinante con il quartiere Village Sarai Julliana.

DENSITA’: 210 abitazioni distribuite tenendo conto dei seguenti dati:

Superficie  di intervento 10198 m² ~ 1,02 ha
Superficie  edificata 1794 m² ~ 0,18 ha
Superficie  a parcheggi 960 m² ~ 0,09 ha
Aree verdi  1020 m² ~ 0,1 ha

ORIENTAMENTO: direzione prevalente accessi Nord-Sud per le tipologie a 3 piani ed anche Est-Ovest per le torri orientamento edifici Nord-Sud (ortogonale rispetto alla direzione prevalente dell’impianto)

COMPOSIZIONE ALLOGGI: sono presenti 4 tipologie principali con numerose variazioni, accorpate tra loro e collocate simmetricamente rispetto ai due assi principali ortogonali.

La tipologia studiata (A) si sviluppa su 8 piani e si compone dei seguenti ambienti:

–       Ingresso
–       Soggiorno
–       Spazio polivalente
–       Veranda
–       Cucina
–       Terrazzo
–       Ambiente di servizio
–       3 Camere da letto
–       2 o 3 bagni
–       Ripostiglio

Ogni piano ospita 4 alloggi, ad eccezione del piano terra che è adibito a parcheggio.
Gli accessi ai vani avvengono attraverso lo spazio centrale di distribuzione che accoglie anche il vano scale ed il vano ascensori.

TECNOLOGIA COSTRUTTIVA: struttura portante costituita da travi e pilastri in cemento armato con tamponameto in blocchi prefabbricati.

MATERIALI IMPIEGATI:  rivestimento superficiale in intonaco e finitura a grezzo, colorazione bianca per la parte strutturale messa in evidenza in facciata, colorazione più scura per il tamponamento.

BIBLIOGRAFIA
– Raj Rewal, Architecture climatique, Electa Moniteur
– Raj Rewal, Mimar, 1992
– Franco Angeli, Storia urbana, no. 108, 2005
– TouringClub Delhi
– Lucy Peck, Delhi – A thousand years of building, Intach, 2005
– Abitare (Milan), Vol. 219, November 1983
– Abitare (Milan), Vol. 463, Luglio-Agosto 2006
– Abitare (Milan), Vol. 308,
– Architecture (Sept. 1984). USA
– Architecture and Urbanism, Tokyo. No. 148 January 1983
– Architecture d’Aujourd’hui (Paris) October 1979
– Techniques et Architecture (Paris), no. 345, no. 361
– Techniques et Architecture (Paris), no. 361

studente: Andrea Leoni

Gli alloggi per il personale di servizio dell’ambasciata di Francia a Nuova Delhi  vennero studiati secondo i principi delle abitazioni economiche. Ciascuna unità varia da 60 a 70 metri quadrati. Comprende due camere, un bagno, uno spazio wc, una veranda, una cucina e una corte privata o un tetto-terrazza. L’utilizzo di alcuni elementi caratteristici dell’architettura vernacolare, tipici della cultura indiana, come il tetto – terrazza, la stanza con gli scaffali alle pareti, non è semplicemente un gesto estetico, ma l’espressione dello stile di vita locale.

QUARTIERE: Chanakyapuri

ZONA CLIMATICA: clima semi-arido con elevate escursione termica tra estate e inverno; l’estate è la stagione dei monsoni, mentre l’inverno è caratterizzato da un alto tasso di umidità.

OGGETTO: edificio costituito da 8 appartamenti per I lavoratori dell’Ambasciata francese a New Delhi

DENSITA’: l’intervento è di piccolo dimensioni e situato all’interno di un lotto a bassa densità, in cui emerge la figura istituzionale dell’ambasciata; gli appartamenti sono distribuiti su tre livelli e ciascuna unità varia dai 60 ai 70 mq.

COMPOSIZIONE ALLOGGI: ogni appartamento è costituito da uno spazio aperto più pubblico attorno al quale è organizzata ogni residenza (nel caso degli alloggi al piano terreno, si tratta di un patio, mentre ai livelli superiori parliamo di tetti-terrazza); lo spazio più privato è composto da:

– una veranda
– cucina
– bagno e sala da bagno (da ricordare come, in Francia, nel bagno sono collocati lavello e vasca, mentre i sanitari, wc e bidet, sono in un locale a parte)
– due camere da letto

TECNOLOGIA COSTRUTTIVA: struttura con tecnologia ad umido che si basa su un telaio in calcestruzzo ricoperto di mattoni.

MATERIALI: oltre alla struttura portante in cemento armato, che è utilizzato anche come decorazione per sottolineare e distinguere i diversi livelli, gli unici elementi impiegati per il rivestimento sono i mattoni grezzi (materiale locale a basso costo visto il budget molto limitato). Il legno è utilizzato negli infissi ed in alcuni elementi di separazione tra zone pubbliche e private.

BIBLIOGRAFIA
– Raj Rewal, Architecture climatique, Electa Moniteur
– Raj Rewal, Mimar, 1992
– Franco Angeli, Storia urbana, no. 108, 2005
– TouringClub Delhi
– Lucy Peck, Delhi – A thousand years of building, Intach, 2005
– Abitare (Milan), Vol. 219, November 1983
– Abitare (Milan), Vol. 463, Luglio-Agosto 2006
– Abitare (Milan), Vol. 308,
– Architecture (Sept. 1984). USA
– Architecture and Urbanism, Tokyo. No. 148 January 1983
– Architecture d’Aujourd’hui (Paris) October 1979
– Techniques et Architecture (Paris), no. 345, no. 361
– Techniques et Architecture (Paris), no. 361

studente: Chiara Zavatta

Lo Sheikh Sarai Complex è la prima sperimentazione compiuta da Raj Rewal sul tema di social housing applicato ad un sito di così ampia scala. Si inserisce in un contesto marcato dall’assenza di elementi simbolici carattezanti il sito, poiché periferico rispetto al centro di New Delhi.
Tale intervento conosce sviluppo a partire dal 1970. In questo caso Rewal lavora nell’area di espansione sud della città, realizzando un complesso che consta di 550 appartamenti e che troverà il suo compimento solo nel 1982.
Promosso dalla DDA (autorità di sviluppo di Delhi) lo Sheikh Sarai è strutturato secondo le norme vigenti che mirano all’autofinanziamento degli alloggi residenziali oltre che al rispetto di standard tecnici prefissati.
Dal punto di vista progettuale, l’organizzazione dei blocchi costituenti la composizione, trova connessioni con le realtà storiche delle città del Rajastan e dell’Udaipur, che hanno caratterizzato il tessuto urbano dell’India e che si distinguono per la densità dell’abitato e per lo stretto rapporto tra spazi aperti e chiusi.

LOCALIZZAZIONE: periferica (a sud della città), Latitudine 28°32’15’’, Longitudine 77°13’20’’

ZONA CLIMATICA: clima semiarido, con elevata escursione termica tra estate e inverno, caratterizzato dalle stagioni del monsoni nei mesi estivi e temperature con una media annua di 25°

OGGETTO: complesso di 550 appartamenti residenziali, su lotto cinto da strade carrabili di collegamento e confinante con il quartiere residenziale Chirag Delhi e gli impianti pubblici del Nighborurhard Park e del Sheikh Sarai Commercial Centre.

DENSITA’: 100 abitazioni/ha distribuite tenendo conto dei seguenti dati:

Superficie  di intervento 38195 m² ~ 3,82 ha
Superficie  edificata 12740 m² ~ 1,2 ha
Superficie  a parcheggi 6622 m² ~ 0,66 ha
Aree verdi  3931 m² ~ 0,39 ha

ORIENTAMENTO: direzione prevalente accessi Nordest_Subovest
orientamento edifici Nordovest_Sudest (ortogonale rispetto alla direzione prevalente)

COMPOSIZIONE ALLOGGI: sono presenti 6 tipologie, accorpate specchiando i blocchi lungo i 2assi prevalenti.

La tipologia principale (B2) si sviluppa su 4piani e si compone dei seguenti ambienti:
– zona giorno, con affaccio su 2 fronti
– spazi di servizio e cucina
– zona notte
– terrazzi

Ogni piano ospita 1 alloggio, fatta eccezione per gli ultimi due piani di pertinenza di un solo alloggio.
Gli accessi ai vani avvengono all’interno degli spazi cortilizi attraverso un sistema di risalita comune.

TECNOLOGIA COSTRUTTIVA: struttura portante di travi e pilastri in cemento armato con tamponameto in mattoni

MATERIALI IMPIEGATI: – rivestimento superficiale in intonaco con polvere di ardesia, finitura a grezzo, colorazione bianca

–       infissi in legno di colorazione bianca
–       pavimentazione esterna in blocchi di pietra locale


BIBLIOGRAFIA
– Raj Rewal, Architecture climatique, Electa Moniteur
– Raj Rewal, Mimar, 1992
– Franco Angeli, Storia urbana, no. 108, 2005
– TouringClub Delhi
– Lucy Peck, Delhi – A thousand years of building, Intach, 2005
– Abitare (Milan), Vol. 219, November 1983
– Abitare (Milan), Vol. 463, Luglio-Agosto 2006
– Abitare (Milan), Vol. 308,
– Architecture (Sept. 1984). USA
– Architecture and Urbanism, Tokyo. No. 148 January 1983
– Architecture d’Aujourd’hui (Paris) October 1979
– Techniques et Architecture (Paris), no. 345, no. 361
– Techniques et Architecture (Paris), no. 361

Il laboratorio di sintesi I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea intende rinnovare l’esperienza del blog precedente proponendo la riflessione sul tema dell’insediamento umano nelle sue diverse declinazioni. Lo studio si concentra all’interno di due aree geografiche distinte: l’Italia, realtà fisica e culturale prossima appartenente alla nostra formazione e l’India, da anni assunta quale luogo d’interesse privilegiato utile alla comprensione di radici culturali ataviche che esprimono la continuità con l’antico mentre manifestano con assoluta evidenza le modificazioni incessanti del territorio sociale del presente. All’interno del processo progettuale i gruppi di studenti che partecipano al laboratorio s’impegneranno in una prima fase di reperimento e sistematizzazione di documenti utili ad un’analisi propedeutica all’elaborazione del progetto. Il blog si configura allora come piattaforma aperta in cui raccogliere e scambiare dati e informazioni, finalizzata al libero confronto e all’approfondimento delle tematiche illustrate.

L’attenzione è rivolta alla conoscenza dei territori di diversa natura e dei paesaggi culturali dove, dentro precisi sistemi organizzati, le comunità insediate si evolvono comunicando i propri segni di appartenenza.

Ogni identità è fatta di memoria e oblio. Più che nel passato, va cercata nel suo costante divenire. Marco Aime

 

 

omaggio a Claude Lévi-Strauss (Bruxelles, 28/11/ 1908 – Parigi, 30/11/2009)

Ogni paesaggio si presenta dapprima come un immenso disordine, che lascia liberi di di scegliere il senso che si preferisce attribuirgli. Ma al di là delle speculazioni agricole, degli accidenti geografici, dei mutamenti della storia e della preistoria, il più nobile fra tutti non è forse il senso che precede, ordina e, in larga misura, spiega gli altri? Questa linea pallida e indistinta, questa differenza spesso impercettibile nella forma e nella consistenza dei detriti rocciosi, testimonia che là dove vedo oggi un arido terreno, due oceani, un tempo, si sono susseguiti. L’osservare in ogni traccia le prove del loro stagnare millenario e il superare tutti gli ostacoli – pareti scoscese, frane, rovi, colture – indifferenti ai sentieri come alle barriere, poteva sembrare un controsenso. Questa insubordinazione, invece, ha il solo scopo di ritrovare un significato conduttore, certamente oscuro, ma di cui tutti gli altri sono una trasposizione parziale o deformata.

Claude Lévi-Strauss, Tristi tropici, Il Saggiatore, pp.54-55

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